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La dieta dell'Atleta diabetico
Lo sport comporta un forte
aumento del fabbisogno giornaliero di calorie per far fronte al
fabbisogno energetico che è di molto superiore a quelle di una persona
che ha un’attività normale. In alcuni casi e per alcuni sport il
fabbisogno può raggiungere e superare le 4000 cal.
I principi alimentari e la loro
distribuzione sono sovrapponibili a quelli di una dieta normale ed
equilibrata:
glicidi 55%, lipidi 30%; protidi
15%.
I glicidi
forniscono una energia di rapida utilizzazione e quindi svolgono un
ruolo essenziale nella prestazione atletica; soprattutto per discipline
sportive che richiedono sforzo fisico intenso e di breve durata. È
consigliabile che il 70% dei glicidi sia costituito da carboidrati
complessi.
I protidi
forniscono il supporto per la sintesi dei prodotti necessari alla
costituzione di nuovi tessuti ed al reintegro delle cellule distrutte.
Essi inoltre svolgono quella fondamentale funzione plastica per lo
sviluppo delle masse muscolari impegnate nelle diverse attività
sportive. Si raccomanda comunque che il rapporto tra proteine animali e
proteine vegetali sia di 1 a 1.
I lipidi
rappresentano la più grande fonte di energia (1 gr. fornisce 9Kcal.).
Il lungo tempo di
metabolizzazione rende questo principio alimentare importantissimo negli
sport di fondo. Si consiglia che almeno il 60% dei lipidi sia di origine
vegetale.
L’acqua
è fondamentale nello svolgimento nell’attività sportiva. La
reintegrazione della sua perdita è fondamentale dopo la gara. È buona
norma soprattutto negli sport di fondo assumere da mezzo o tre quarti di
litro di acqua nel periodo che precede la gara; è altresì utile bere a
piccoli sorsi anche durante la gara. L’assunzione di spremuta di frutta
là dove la glicemia lo consenta comporta il reintrego insieme con
l’acqua anche dei sali minerali (sodio e potassio in particolare). Si
consideri che con un litro di sudore si possono perdere sino a g. 1,5 di
sodio, che è importantissimo nel controllo dell’equilibrio acido-basico
del sangue.
Il recupero del
potassio è altresì importante come
quelli del calcio
e del
magnesio:
sali minerali che entrano nel
metabolismo cellulare, nei processi di ossidazione delle cellule e sullo
scambio energetico:
il calcio
è importante nell’attivazione
della contrazione muscolare;
il
potassio
nel controllo dell’automatismo
cardiaco;
il magnesio
per gli scambi energetici.
L’assunzione di questi sali può
essere ottenuta con l’utilizzo di frutta e verdura fresca che debbono
essere presenti nell’organismo come supplemento ancor prima dell’inizio
dell’azione atletica.
Le vitamine B1, B2, B3,
sono importantissime nel metabolismo energetico
dell’atleta. In genere si consiglia un supplemento fino a 300 mg/ml al
dì; è utile anche per
la vitamina C,
che controlla il fenomeno
dell’ossido-riduzione e della funzione dell’ossigeno cellulare.
La dieta del diabetico che svolge l’attività sportiva è quindi
sovrapponibile a quella del nostro diabetico, con una maggiore
limitazione per il primo degli zuccheri semplici. La dieta di
allenamento è da stabilirsi ovviamente in base alla tipologia
dell’atleta e del tipo di sport praticato. Prenderemo in considerazione
una dieta di allenamento tipo con una media di circa 3200 cal. La dieta
viene distribuita in pasti e spuntini per evitare la comparsa di
ipoglicemia, seguendo inoltre il criterio generale che prima
dell’attività fisica è da preferirsi un pasto prevalentemente costituito
da glicidi, mentre lontano dall’attività fisica è meglio assumere un
pasto prevalentemente costituito da proteine o lipidi.
Dieta tipo di allenamento 3200 calorie
Colazione:
latte o caffè-latte dolcificato con fruttosio ml 400; Fette biscottate
integrali o pane tostato g 100; Burro g 10, marmellata g 20, 1 uovo,
frutta ben matura g 150
Pranzo: pasta o riso condito con olio extra vergine di
oliva e pomodoro fresco g 100, oppure passato di legumi g 120; Carne o
pesce alla griglia o al vapore con olio crudo e limone g 200. Verdura
cruda o cotta condita con olio e limone g 100. Pane integrale g 100.
Frutta matura g 150; Vino 100 ml, se abituale.
Spuntino: latte 100 ml, Fette biscottate integrali g 50,
Burro g 10, Marmellata g 20.
Cena: passato di verdura ml 150, Pastina o riso g 50,
Formaggio magro g 100 oppure prosciutto crudo g 60, Pane integrale g
100, Frutta matura g 200.
Spuntino prima di coricarsi: Latte 100 ml, Fette biscottate o
grissini g 50.
Esempio di dieta prima di una gara
Colazione: thè
o caffè, Fette biscottate integrali g 100, Burro g 20, Marmellata g 50,
1 Uovo, Frutta o spremuta di frutta g 150.
2 ore prima della gara: passato di verdura con pastina g
50, Carne magra tritata g 200, Insalata cruda g 100, Frutta fresca e
cotta g 150.
Prima della gara: a piccoli sorsi iniziare il rifornimento
idrico con assunzione di succo di frutta diluita con acqua (può essere
completato anche durante la gara).
Dieta di recupero dopo la gara: acqua alcalina gasata ml
400, Cloruro di sodio g 1, gluconato di potassio g 0.5, Miele g 30.
Pasto successivo: brodo di verdura con dado ml 200, Pasta
e riso g 100 conditi con olio o parmigiano g 15, Verdura cotta o cruda
libera, Frutta fresca g 200.
Spuntino prima colazione: latte 100 ml, 2-3 fette
biscottate
N.B. Sia dopo l’allenamento che dopo la gara è utile fare uno
spuntino glucidico prima di coricarsi previo controllo della glicemia
capillare.
Il decalogo alimentare del diabetico che fa sport
-
Conoscere il valore calorico degli
alimenti.
-
Conoscere il contenuto dei nutrimenti
nei v ari
alimenti
Ridurre al massimo l’assunzione di
carni grasse e o conservate (insaccati) e sostituirla con pesce
o con legumi.
Preferire la cottura a vapore o alla
griglia
Utilizzare come condimento
esclusivamente olio extra vergine di oliva invece dei grassi animali.
Privilegiare il consumo di frutta e
verdura per fornire all’organismo vitamine sali minerali e fibre, che
migliorano il compenso metabolico e favoriscono la regolare
evacuazione.
Non ridurre l’apporto dei carboidrati
ma assumerli in giusta quantità; 55-60% della razione alimentare deve
essere costituita da glucidi.
Evitare l’eccesso di proteine (non
oltre il 15%); infatti, contrariamente a quanto si crede il loro
aumento non porta reali vantaggi all’atleta, anzi possono essere
dannose per il rene.
Conoscere l’integrazione alimentare più
opportuna a seconda dei valori glicemici pre e post gara.
Non dimenticare mai lo spuntino prima
di coricarsi per prevenire il rischio dell’ipoglicemia tardiva.
LA
LEGISLAZIONE VIGENTE
La legge “115” del marzo 1987
stabilisce alcune norme fondamentali per l’accesso dei diabetici allo
sport.
Bisogna, quindi, distinguere la certificazione per attività non
agonistiche da quella di idoneità allo sport agonistico. La prima è
garantita dall’articolo 8 comma 1 della citata “115” (…la malattia
diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo
ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per lo
svolgimento di attività sportive”).
Per quanto riguarda l’attività agonistica, la “115” all’articolo
8 comma 2 precisa che il certificato di idoneità fisica per lo
svolgimento di attività sportive agonistiche viene rilasciato previa
presentazione di una certificazione del diabetologo curante attestante
“lo stato di malattia diabetica compensata nonché la condizione ottimale
di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto diabetico”.
Il rilascio avviene da parte del medico dello sport sulla base
dell’attestazione diabetologica di cui sopra. Sarebbe auspicabile che,
per evitare conflitti di competenza che danneggiano, anche
psicologicamente, lo sportivo diabetico, ogni centro di diabetologia
avesse uno specialista in medicina dello sport di riferimento. Esiste,
inoltre una commissione provinciale di appello alle quali ci si può
rivolgere in caso di ingiusto diniego facendosi tutelare dal proprio
dietologo o dall’ANIAD. Recentemente, infine; anche l’accesso all’ISEF
diventa corso di laurea in scienze motorie, è consentito ai diabetici
ponendo così fine ad un’ingiusta discriminazione. |
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